martedì 29 aprile 2014
Come promesso sono qui ad aggiornarvi sulla nostra situazione..
Abbiamo passato ore terribili, fuori dalla sala operatoria, ma adesso il peggio è passato! Il papi è in riabilitazione e fra meno di 3 settimane sarà di nuovo a casa..
Io nel frattempo ho il computer rotto, la macchina ferma (batteria a terra) e il mal di denti... Che dite, la sfiga mi ha preso di mira? E chissene... domenica io e Marco partiamo per una romantica crociera!! Non vediamo l'ora...
A presto con nuove novità...
lunedì 14 aprile 2014
Novita'... ma era meglio di no...
Buon giorno a tutti... Torno dopo qualche giorno con notizie purtroppo negative... Sembra non ci sia mai pace e questa volta è ancora il mio papi che soffre... E' di nuovo in ospedale e tra pochi giorni dovrà subire una nuova operazione, stavolta al cuore! Pensavo che il periodo brutto si fosse finalmente concluso, ma mi sbagliavo... Cercherò, ma non prometto, di tenere aggiornate le pagine... E incrociamo le dita! Un abbraccio a tutti quelli che leggono e che ci sono vicini.
mercoledì 9 aprile 2014
Eccomi tornata, scusate l'assenza....
Ciao a tutti, sono tornata finalmente a scrivere... Dopo un anno di assenza e di "tribolazione". Nel 2013 (e anche all'inizio del nuovo anno) sono successe una montagna esagerata di cose che mi hanno tenuto la testa super occupata e mi hanno un po' abbattuto. Ora sono pronta a tornare in pista... Se avete voglia di dedicarmi due minuti (e non vi straziano le storie tristi) vi racconto come è andato l'anno in cui non ci siamo sentiti;-) I) Esperienza PRIVATE l'anno scorso avevo aperto il blog proprio durante i primi mesi di esperienza al Private... Beh l'esperienza SI E' CONCLUSA e piuttosto AMARAMENTE! Purtroppo non mi sono trovata per nulla bene in quell'ambiente che, con un eufemismo, mi sentirei di definire COVO DI SERPI. A parte qualche perla rara per il resto ho trovato solo arroganza e indifferenza e soprattutto troppa competitività e poca collaborazione, cosa che per me è fondamentale in un ambiente di lavoro sereno.. Si lavorava con il coltello tra i denti, tipo Indiana Jones, e spesso il coltello te lo ritrovavi tra le scapole, ahimè... All'inizio credevo di essere io il problema e quindi cercavo di amalgamarmi al gruppo, di "fare squadra", vestendomi in maniera più formale e cercando di socializzare con i colleghi. La giornata peggiore è stato il giorno successivo al mio compleanno. Il giorno prima ho ricevuto dai colleghi un bellissimo mazzo di fiori e io, per ringraziare e per festeggiare, ho offerto un vassoio di pasticcini assortiti e una bottiglia di prosecco. Alla sera, poco prima di uscire, ricevo una telefonata dalla sede centrale che mi comunica che il giorno 25 giugno (cioè l'indomani) avrei dovuto incontrare il capo struttura per un colloquio sul mese e mezzo trascorso. Un po' stranita e incredula chiedo conferma al mio capo, che d'ora in poi chiameremo COBRA, sia per non fare nomi sia per darvi un'idea dell'affabilità e del carattere mansueto del soggetto. Il mio capo, per specificare, era una donna e quindi (come vorrebbe la nostra presidentessa Boldrini) una COBRESSA.... Tornando a bomba, chiedo al Cobra come mai il capo struttura volesse vedermi dopo nemmeno due mesi e mi risponde serafica che è tutto normale , è prassi. Mi tranquillizzo e mi preparo per le eventuali domande a cui rispondere il giorno dopo. Mi preparo con cura, mi vesto elegante e puntuale alle 10.00 sono nell' ufficio del capo. Qui, appena entrata, scorgo la presenza del Cobra. Non capisco perchè ci sia anche lei, ma mi adeguo. E poi, all' improvviso e senza preavviso, vengo attaccata in maniera furente dal capo che si dice deluso e amareggiato dal mio atteggiamento, che mi chiede più professionalità e più impegno e che mi minaccia di licenziamento se il mio comportamento non subirà una drastica modifica. Rimango in apnea e senza parole. Ignoro del tutto da dove provenga tanta acrimonia e non capisco perchè non sono stata avvisata dell'imminente cazziatone. Me ne vado salutando flebilmente e poi scoppio in un pianto a dirotto, un pianto coi singhiozzi. In metropolitana. Tutti mi guardano come se fossi la piccola fiammiferaia, nel mio elegante vestito nero di crepe di seta , col mascara che mi cola e il moccio al naso. Una scema. Torno in ufficio e il mio collega "dirimpetto" si accorge (sembro un panda..)che ho pianto. Mi chiede cosa è successo, ma poi mi anticipa... E' capitato a tutti, si divertono così, mi dice. SI DIVERTONO? Ma io sto per annegare nelle mie stesse lacrime e loro SI DIVERTONO?? E così realizzo che la strada è in salita. Molto ripida. Ma non mi abbatto, anzi, cerco di migliorare i miei difetti, anticipo le mosse, prendo appunti, mi propongo, faccio archivio. Insomma manca poco che faccio le pulizie. Mi faccio vedere efficiente e pronta a tutto. Cerco di fare amicizia con la collega più ostica, che mi ha preso male. Mi sforzo e per lo sforzo mi metto ansia. Non dormo. Anzi, non dormo di notte. Ma di giorno si. All'improvviso mi abbiocco, senza accorgemene. E mangio, anzi no, comunqe ingrasso. 30 kg. E già su un fisico non proprio filiforme. Non dormo, mangio da schifo, sono sempre triste, in ansia. Piango per niente. Sono sempre stanca, non ho forze e non riesco a fare sforzi. Appena mi muovo un po' più del dovuto sbuffo come una locomotiva. Non ne parlo con nessuno. Solo mio marito sa qualcosa, ma ignora i miei disturbi. Si accorge che dormo poco e che sono ingrassata, ma non mi dice niente. Però è preoccupato... Arriva agosto e finalmente le agognate ferie... 3 settimane... Il primo week end siamo invitati a casa dei miei in Piemonte per un a rimpatriata con un sacco di amici. Non vedo l'ora... 3 giorni in campagna al fresco e con un sacco di bella gente! Arriviamo il venerdì sera e ci accoglie papà con una bellissima grigliata.. poi quattro chiacchere fuori al fresco e via a dormire...Peccato che io non abbia nessuna intenzione di dormire... e così mi ritrovo per terra appoggiata all'armadio a piangere dalla stanchezza. Mio marito mi vede e si preoccupa. Mi appisolo alle 3 e mi sveglio alle 5 e mezza. Scendo in cortile come uno straccio. Ho solo voglia di piangere e di sparire. Mi sento orribile, mi vedo orribile, sono orribile. Arrivano a poco a poco gli altri e la casa si anima. Alle nove arriva mia sorella che, scherzando, dice che non le ho fatto chiudere occhio tutta notte. Io la prendo male. Scoppio in lacrime e nessuno si spiega il perchè. Marco (mio marito...) capisce che sono arrivata al punto di non ritorno. Mia mamma si preoccupa e alla fine confesso.. STO MALE, davvero male. E allora ... 2)LA SVOLTA E allora decido di fare un ceck up completo, di mettermi a dieta e di cambiare vita. Torno dalle ferie e incomincio esami su esami, tac , prelievi, visite. Torno al lavoro e va sempre peggio. Capisco che il nocciolo del problema è quello. Vado dal cobra e le accenno che non penso di farcela. Che non sto bene e non voglio proseguire in questo percorso. Lei fa la comprensiva, dice che la salute è tutto e mi invita a stare tranquilla. Chiamo il sindacalista, non sto tranquilla se lei mi dice di esserlo. Il sindacalista capisce subito che c'è qualcosa che non va. Mi promette che si attiverà immediatamente. Dopo una settimana ricevo una mail che mi chiede di FORMALIZZARE LA MIA RICHIESTA SU CARTA al capo struttura. Lo faccio e mi sento già meglio, forse tra poco sarò fuori... Inizio la dieta e perdo 6 kg in un mese e mezzo. Vado in piscina. Ricomincio a dormire. Arriva novembre e so che il momento di andarmene è vicino. Mi snobbano e il cobra mi costringe a fare archivio tutto il giorno. Tanto te ne vai, mi dice. Almeno ti rendi utile. Che cara. Il giorno 22 novembre sto uscendo, sono le 17.00 Mi chiama in ufficio, il cobra. Mi fa accomodare nel suo nido. Io ho il cappotto e sudo come un maiale arrosto... E' perfetto. La preda e il cobra. Mi dice che da martedì sarò in via Hoepli. Così, secca. Senza spiegazioni. Anzi , senzaspiegazioni tutto attaccato. Mi congeda con un buon weekend. Io non capisco, ma mi adeguo. Almeno una cosa positiva c'è... me ne vado. Il lunedì mi preparo al congedo. Vorrei offrire la pizza, se ci siete a pranzo.. dico timidamente... Ma l'ufficio è deserto, mi hanno lasciato da sola. Vabbeh, pazienza. Alla sera, mentre sto uscendo, ricordo che domani non sarò più lì e ricevo solo qualche saluto distratto e un paio di "in bocca al lupo" veloci. Nessun commiato, nessuna manifestazione di riconoscenza per i nove mesi trascorsi lì. NIENTE. Esco a testa alta, quasi arcigna. Poi, in treno, scoppio in lacrime.. Un pianto infantile e a sighiozzi, da bambina delusa. DELUSA E AMAREGGIATA. Non conto niente, come una vecchia sedia rotta, come un timbro che è da buttare. Ma si, non ho perso niente, mi dicono tutti. Ma brucia. E fa male. Il mattino dopo arrivo in ufficio, in quello nuovo, e sono tutti gentili. Mi danno una postazione e poi mi spiegano cosa dovrò fare... "devi scannerizzare questi contratti di fido. E quando hai finito comincerai con i contratti di conto corrente". Scannerizzare... tutto il giorno... è uno scherzo? Eh, sono gli ordini del capo struttura... Ti ha mandato qui per questo... Ah, ecco. Ora è tutto chiaro. Scoppio in lacrime per la terza volta. Non ne posso più... Mi manca il respiro e mi sento mancare. Vi starete chiedendo perchè, immagino... Beh, dopo 6 anni di banca, un master in finanza e 2 anni come gestore famiglie, passare allo scanner l'intera giornata come il primo degli stagisti non è proprio una cosa gratificante. Ma non è quello che mi rattrista. E' che ho capito che è una punizione. Nessuno mai se n'era voluto andare, mi aveva detto il capo del personale. Sono la prima dopo anni. Insomma se la sono presa e adesso ne subisco le conseguenze. Vado a casa e, grazie a Marco, capisco che l'unico modo per andare avanti è fregarsene. Fare il mio lavoro da stagista, con calma e sangue freddo. Così (scusate l'espressione) la mettevo in culo a tutti. E così faccio. Vado al lavoro in centro, a piedi, mi prendo i miei spazi e le mie pause. I colleghi sono gentili, mi fanno ambientare bene. In due settimane finisco il lavoro che la precedente collega al posto mio non aveva finito in 3 mesi. Mi fanno i complimenti e mi chiedono cosa ci faccio allo scanner...Non me ne preoccupo.. Poi a gennaio si ammala mio papà. Gli trovano delle cellule cancerose alla prostata. Si ricovera al San Raffaele e lo operano. Momenti di puro terrore attraversano me e mia madre in quella stanza, il giorno dell'operazione. Poi arrivano buone notizie e si torna a respirare. Lunedì mi accennano che il 3 marzo sarò di nuovo in una filiale normale. E la vita ricomincia... ************************************************************************************** Scusate se mi sono dilungata tanto, ma ci tenevo a spiegarvi il perchè della mia assenza totale. Ora sono di nuovo in pista ;-) Un bacio a tutti.. e a presto!!
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